La storia di Schonau
L'elettricità nelle mani dei cittadini


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simbolo della "festa elettrica"

Dopo chernobyl

Svantaggi delle grosse centrali termiche

Associazione
"Genitori per un futuro senza il nucleare"

Impianti di cogenerazione

Tutto iniziò il 
10 agosto 1990
Cosa accadde?

Schónau è un piccolo paese della Foresta Nera nel sudovest della Germania Ha circa 2500 abitanti e il tasso di disoccupazione è circa del 10%.

Quando parliamo del progetto energetico di Schónau, ci sono tre cose che vale la pena sottolineare:

prima di tutto, la ristrutturazione dell'industria energetica a livello locale in favore di una produzione energetica sostenibile senza energia nucleare;

secondo, un nuovo modo di avere a che fare con il denaro, che non è più investito solo dove produce i più alti interessi finanziari, ma che è investito anche nel futuro delle generazioni che verranno;

terzo, una nuova idea di democrazia, in cui i cittadini riacquistano responsabilità e il potere di decidere su importanti questioni politiche ed ecologiche. 

 

Ma partiamo dall'inizio, cioè dal 1986 dopo la catastrofe di Chernobyl.

 La ricaduta radioattiva raggiunse la Germania meridionale e molte persone furono estremamente allarmate da questo. Non sapevano cosa i loro figli potevano mangiare o se potevano giocare all'aperto come al solito. In questa situazione si formò il gruppo "Genitori per un Futuro senza Nucleare".
All'inizio eravamo interessati ai problemi pratici immediati, ma presto volemmo fare di più e cercammo di trovare soluzioni per un rapido allontanamento dall'energia nucleare.
Imparammo presto che
lo spreco di energia è il problema principale nel consumo e nella produzione di energia. Poiché siamo tutti consumatori, cominciammo dalla domanda.
A quel tempo la maggior parte di noi non conosceva quanti kilowattora usava e non sapeva quanta energia poteva essere risparmiata da un uso responsabile ed intelligente.
Più del 50 % dell'elettricità usata nelle abitazioni tedesche può essere risparmiata senza grande sforzo (credo che la percentuale sia simile in tutti i paesi fortemente industrializzati).
Cose molto semplici come cucinare con tegami che si adattano alla superficie del fornello e che restano sempre chiusi, fare il bucato solo quando la lavatrice è proprio piena e altre cose simili, possono far risparmiare abbastanza.
Quando si compra un nuovo elettrodomestico, naturalmente si dovrebbe sceglierne uno che necessita del minimo di energia elettrica.

Nuove ricerche che vengono dall'”Umweltbundesamt” (Dipartimento dell'Ecologia tedesco) dicono che nelle abitazioni tedesche (per quanto riguarda TV, videoregistratori, radio, apparecchi telefonici) e negli uffici l'11% dell'elettricità è consumata da macchine che non sono in uso al momento ma in stand-by (attesa). Questo significa sprecare ogni anno tanta elettricità quanta ne viene consumata a Berlino, la più grande città della Germania.
Noi cominciammo a risparmiare energia a partire dal nostro stesso gruppo e poi avviammo il “
Concorso per il risparmio energetico" per tutti i cittadini. Con questo concorso speravamo di rendere la cosa più interessante e di incentivare il risparmio grazie ai premi che si potevano vincere.
Gestimmo questi concorsi per oltre 8 anni e ogni volta circa il 10% delle case di Schonau vi prese parte. Studiammo molte possibilità di risparmio elettricità e scrivemmo un piccolo opuscolo con tutti i consigli per il risparmio energetico.
Poiché
il risparmio energetico è un importante traguardo dal punto di vista dell'economia politica dovrebbe essere premiato (si pensi a tutto l'inquinamento ambientale che si evita). Ma in realtà è punito, perlomeno nella realtà tedesca. Perché? Più elettricità si consuma più è economico il kilowattora, viceversa, meno si consuma più è costoso (stiamo parlando solo delle abitazioni e non dell'industria che ha speciali tariffe). Questo a causa del tipo di tariffe che prevedono una quota fissa, sia che si consumi elettricità o meno. Nei nostri concorsi le persone riuscivano così a risparmiare solo la metà di quanto avrebbero risparmiato con tariffe progressive (in base ai consumi), senza la quota fissa e pagando ogni kilowattora allo stesso prezzo.
Così la nostra prima richiesta politica fu che le tariffe elettriche fossero progressive e il risparmio energetico ricompensato! Ovviamente, poiché si può risparmiare solo una certa quantità di elettricità, bisognava pensare a come produrre il resto prestando attenzione alla conservazione delle risorse e alla riduzione dell'inquinamento.

 

Produrre elettricità in grandi centrali termiche è un enorme spreco di energia, poiché si hanno sempre due parti di calore per ogn’una di elettricità (questa è una legge fisica) e il calore normalmente non è usato ma viene immesso nell’ambiente riscaldando i nostri fiumi o l'atmosfera.

Con il calore non usato, proveniente da tutte le più grandi centrali della Germania (centrali a combustibile fossile e nucleare), si potrebbe riscaldare ogni casa in Germania e si avanzerebbe ancora un'enorme quantità di calore. Quindi l'elettricità deve essere prodotta in modo decentrato dove possibile, con sistemi rinnovabili - vento, acqua, solare o biomassa - o con impianti di cogenerazione. Gli impianti di cogenerazione (spiegato in modo semplice) sono motori che producono calore ed elettricità in luoghi dove entrambi possono essere usati simultaneamente.

 

Ci sono piccoli cogeneratori da appena 5,5 Kw di energia elettrica e da 12,5 Kw di energia termica che possono essere usati in appartamenti, forni, ospedali, alberghi e così via, e ci sono grandissimi cogeneratori di energia elettrica in megawatt di grandezza per grandi fabbriche o per il fabbisogno di interi distretti cittadini.

 

Associazione "Genitori per un futuro senza Nucleare"

Nel 1990 i membri dell'associazione "Genitori per un futuro senza Nucleare" e altri abitanti di Schónau (31 persone, uomini e donne da percorsi di vita diversi) fondarono la loro prima impresa per finanziare ed installare piccole e decentralizzate centrali elettriche.


Beppe Grillo insieme al dottor Michael Sladek
il medico motore del progetto che ha ricevuto il premio di 
"Ecomanager" dell'anno '96 dalla rivista Capital e dal Wwf

Questo fu il primo passo nella giusta direzione, poiché non discutevamo più solamente su cosa si potesse fare se le condizioni fossero state migliori, ma cominciavamo lì e subito anche in cattive condizioni. Era la prima volta che investivamo denaro, assieme a molte altre persone che vivevano nel resto della Germania.

Con gli anni abbiamo ampliato parecchi progetti. Per esempio abbiamo riattivato centrali idroelettriche e abbiamo finanziato impianti di cogenerazione. Poiché un impianto di cogenerazione di solito produce più elettricità di quanta se ne possa usare in un solo edificio, il resto è immesso nella rete elettrica. Ora, per l'uso economico di questa tecnologia, è necessario che la tariffa per l'immissione in rete di energia sia molto più alta di quanto lo sia adesso. Le nostre compagnie che forniscono energia elettrica ancora si rifiutano di pagare di più l’energia  immessa nella rete e probabilmente non lo faranno mai volontariamente, perché se così fosse gli impianti di cogenerazione conquisterebbero circa il 40% del mercato. Logicamente le compagnie che forniscono energia elettrica non sono interessate a questo poiché vogliono vendere la loro elettricità.

 

Una campagna di distribuzione di energia elettrica privata con scopi ecologici può pagare di più per l'energia elettrica cogenerata e ciò aprirebbe il mercato a una tecnologia che già esiste da quasi 60 anni e che è completamente sviluppata.

 

 

 

 

 

"Quello di Schonau è un discorso esportabile da tutte le parti, ed è pericolosissimo": se la gente capisce che può farsi l'energia da sola, capisce anche che può guadagnare dei soldi.
Parola di Grillo

Impianti di Cogenerazione

(Il Cogeneratore in casa Sladek a Schonau)

Gli impianti di cogenerazione sono utili in ogni luogo dove vengono usati sia calore che elettricità.
Ricerche effettuate in Germania mostrano che è possibile generare con la cogenerazione circa il 40% di tutta l'energia necessaria in un anno, in inverno può essere perfino raggiunto il 70%. Sostituire il più presto possibile l'energia nucleare può venir fatto solo se noi cominciamo subito ad usare le tecnologie più ecologiche ed efficienti.

Centrali decentralizzate di produzione di energia elettrica, che significa non solo impianti di cogenerazione ma anche centrali idroelettriche ed eoliche, fotovoltaiche e da biomassa, sostituiranno le centrali nucleari e altre grandi e centrali fornitrici, solo se creiamo ora le giuste condizioni.
Questo contribuisce a prevenire il minaccioso disastro climatico e a raggiungere la riduzione di C02 prevista a Kyoto. La produzione di elettricità da impianti di cogenerazione, non solo risparmia risorse ma anche contribuisce, da un punto di vista globale, ad una considerevole riduzione delle emissioni di C02. In confronto a vari tipi di impianti energetici e alle loro emissioni di
C02 per kilowattora, i cogeneratori inquinano l'atmosfera addirittura meno degli impianti di energia nucleare perché la produzione di calore è parte della produzione totale (si confronti lo studio GEMIS del Ministero dell'Ambiente dello stato dell’Hessen).
Tutte queste considerazioni conducevano alla nostra seconda richiesta politica: " il pagamento dell'elettricità prodotta da cogeneratori ed immessa nella rete deve essere più alto" e alla costituzione dell'organizzazione “Netzkauf Schónau” (“Compra la Rete”) che fu il passo decisivo per i cittadini di Schónau che volevano ricomprare la loro rete di distribuzione elettrica e formulare la propria politica energetica locale.

 

 

Cosa accadde?  

Il 10 agosto 1990 la KWR (centrale elettrica di Rheinfelden), che era a quel tempo il fornitore di elettricità, era disposta a pagare una più alta imposta di concessione se Schónau avesse firmato un nuovo contratto di concessione ventennale prima del 1994 (il vecchio era ancora valido per tutto il 1994). Il nuovo contratto avrebbe portato a Schònau un aumento annuo di 25.000 DM.

L'articolo 28 della Costituzione tedesca dice che la fornitura di energia elettrica per uso domestico è di competenza dei comuni che possono decidere se vogliono organizzare in proprio la fornitura di energia elettrica o se vogliono avvalersi di un fornitore esterno e stipulare un contratto di concessione. Questo contratto è di norma valido 20 anni e il concessionario elettrico paga una tassa annuale di concessione al comune.

Da una parte Schónau aveva bisogno di una più alta tassa di concessione, poiché ha pochissime entrate, dall'altra parte non voleva firmare il solito contratto, perciò insistette per un diverso contratto con tariffe progressive e un più alto compenso per l'elettricità cogenerata immessa nella rete. Ma la KWR rifiutò di cambiare alcunché e pose due alternative: firmare il contratto com'era ed ottenere più soldi o non firmarlo e non ottenere più soldi.

In risposta i cittadini fondarono l'organizzazione “Netzkauf Schónau”. Poiché la gente non voleva che il Comune firmasse il nuovo contratto, che avrebbe consolidato la vecchia politica energetica per altri 20 anni, la Netkauf offrì di rimborsare la città per le tasse di concessione che sarebbero venute a mancare.
Parallelamente, una nuova compagnia fu fondata, e si preparò a richiedere il controllo della rete elettrica nel 1994 quando il vecchio contratto sarebbe scaduto. Questa compagnia, più tardi chiamata Elektrizitátswerke Schonau, era determinata a competere con l'allora gestore, la KWR.
Questo fu il secondo passo molto importante: i cittadini non erano più disposti ad accettare la dittatura dei fornitori elettrici e dei politici che non erano disposti ad iniziare importanti cambiamenti per il futuro delle nuove generazioni. Diventarono attivi e fecero la loro politica energetica! Per raccogliere i soldi necessari la Netzkauf Schónau doveva trovare 250 cittadini disposti a pagare 100 DM all'anno per un periodo di 4 anni. Se la nuova compagnia riusciva ad ottenere il controllo della rete elettrica, questi soldi erano un investimento. Se non ci riusciva, la gente avrebbe perso i propri soldi. Poiché molta gente non era d'accordo con la politica dei grandi monopoli elettrici, non fu difficile per la Netzkauf Schonau trovare queste persone. Presto la Netzkauf Schónau raggiunse i 283 membri che avrebbero pagato i 29.000 DM all'anno.
In uno studio di fattibilità la Netzkauf Schónau assieme ad esperti riconosciuti elaborò un piano per controllare la rete elettrica. Lo studio consisteva in un progetto di massima riguardante una gestione più ecoloogica della rete elettrica da parte della nuova proprietà e la soluzione di problemi tecnici e finanziari. Benché il dipartimento dell'”Ispettorato Comunale del Baden-Wurttemberg” raccomandasse alla città di Schonau di non firmare il nuovo contratto, il consiglio comunale decise di ignorare i suoi cittadini e votò in favore del nuovo contratto con la KWR. Questo avvenne nel luglio 1991.
Ma i cittadini non cedettero. Promossero un referendum che avrebbe annullato la decisione del consiglio municipale. A questo scopo era necessario raggiungere una partecipazione minima dei votanti del 30% e una maggioranza semplice contraria alla decisione consiliare. La campagna referendaria che seguì aveva da una parte la KWR e gli oppositori locali al progetto e dall'altra parte la Schónau Energy Initiatives e alcuni importanti sostenitori del progetto (per esempio il Prof. Dr. Hartmut Grassl, direttore scientifico della Commissione ONU sul clima a Ginevra). Il 27 ottobre 1991 fu il giorno del voto. La partecipazione fu del 74,3 %, 729 (55,7 %) furono i voti contrari alla decisione del consiglio municipale di firmare il nuovo contratto di concessione, solo 579 voti (44,3 %) furono i voti a favore.
Gli oppositori potevano a fatica comprendere che la maggioranza degli abitanti di Schónau aveva preso seriamente il progetto dell'Energy Initiatives e voleva dar loro un'opportunità. La maggioranza dei politici locali e la KWR erano convinti che i cittadini non volessero alcun cambiamento.
Dopo la vittoria, l'Energy Initiatives aveva molto lavoro da fare. Oltre a tutti i preparativi per l'istituzione del nuovo fornitore locale di energia, l’”Elektritátswerke Schonau”, la questione più importante era la seguente: qual'era il prezzo di acquisto per la rete di distribuzione elettrica e come poteva essere raccolto quel denaro. Il distributore d'energia elettrica è anche il proprietario della rete elettrica stessa pertanto la rete deve cambiare proprietà quando il distributore elettrico cambia. Quindi il precedente distributore di elettricità doveva vendere la rete elettrica al nuovo.
La Netzkauf Schonau aveva commissionato una stima che indicò il prezzo massimo della rete di Schónau in 4 milioni di DM. Non era un problema ottenere i 4 milioni di DM poiché molte persone a Schonau e in tutta la Germania erano interessate a partecipare a questa rete ecologica. Ma la stima della KWR era maggiore più del doppio: 8,7 milioni di DM.

E' pratica comune per i grandi fornitori di elettricità richiedere un prezzo per la rete molto più alto del prezzo reale, allo scopo di impedire alle comunità locali di prendere il controllo della propria fornitura locale. Sapendo che sarebbe stato impossibile gestire la rete di Schonau con profitto dopo aver pagato 8,7 milioni di DM, la KWR cercava di trarre vantaggio dalla propria posizione per impedire la realizzazione del progetto.
In questa situazione il consiglio municipale dovette decidere nel novembre '95 se a gestire la rete elettrica di Schonau dovesse essere la nuova Elektritatswerke Schónau o la KWR. Questa volta il consiglio votò a maggioranza per i cittadini. Ma gli oppositori al progetto avevano imparato che c'era la possibilità di ricorrere al referendum e chiesero ai cittadini di votare contro la decisione del consiglio. Questo voto ebbe luogo nel marzo '96 e, benché ci fosse stata una campagna referendaria molto rozza, i cittadini vinsero il voto con il 52,4%. Gli oppositori a questo risultato restarono di nuovo senza parole poiché erano sicuri che avrebbero vinto, dopo aver drasticamente paventato tutti i rischi che il cambio del distributore di energia avrebbe ipoteticamente portato: “prezzi più alti per i consumatori, irregolarità nella fornitura ed inquinamento dovuto ai cogeneratori”. Dopo la consultazione, la KWR disse che avrebbe accettato il responso democratico del voto, ma avrebbe insistito sul prezzo degli 8,7 milioni di DM. Avrebbe accettato un altro prezzo solo se imposto dal giudizio di un tribunale. Poiché il risultato di un referendum può essere cambiato dopo tre anni, e poiché la decisione finale del tribunale richiedeva un tempo più lungo, c'era solo una pratica soluzione per i cittadini: pagare l'alto prezzo e poi iniziare un'azione giudiziaria.
Questa azione ha un alto significato per altre comunità tedesche che vogliono comprare anch'esse le reti elettriche 1ocali, ma non possono farlo a causa di un prezzo richiesto eccessivamente alto.
Ci sono molte altre città in Germania che vogliono acquistare la loro rete elettrica e gestire la propria fornitura energetica, ma normalmente è la amministrazione locale che lo fa, Schonau è l'unica città tedesca i cui cittadini gestiscono la propria fornitura energetica.
Così i cittadini iniziarono una campagna nazionale per raccogliere i soldi che ancora mancavano. Assieme alla “New Energy Foundation” e ad una grande agenzia pubblicitaria, crearono la campagna “Ich bin ein Storfall” e finora hanno ricevuto donazioni per più di 2 milioni di DM.

Quando opinioni qualificate dimostrarono che il prezzo della rete elettrica era senza dubbio troppo alto, la pressione del pubblico crebbe sempre più e alla fine la KWR ridusse la sua richiesta a 5,8 milioni di DM. Il 01.07.97 la 'Elektrizitatswerke Schonau" pagò la cifra e assunse il controllo della distribuzione elettrica.
Era la prima volta che una campagna di azione dei cittadini contro il nucleare li portava a diventare il fornitore elettrico della propria città! Nell’opporre il potere finanziario di uno ai risparmi di molti, i cittadini non sono più impotenti: un'importante esperienza per i cittadini, ma anche per il potere dei monopoli.
L'acquisizione del controllo della rete elettrica locale fu il primo passo verso un futuro energetico ecologico auto-determinato. Ora la Schonau Energy Initiatives, sostenuta da un ampio consenso di cittadini, deve realizzare la sua idea di una fornitura energetica sostenibile senza energia nucleare. Gli ideali guida della fornitura energetica dei cittadini sono differenti da quelli dei fornitori usuali. L'impegno della Elektrizitatswerke Schonau (in breve EWS) è prima di tutto verso obiettivi ecologici e non per la massimizzazione del profitto. Questo significa che agli azionisti vanno basse quote di interesse a partire dal 2,5% fino ad un massimo del 5%. Se c'è altro denaro disponibile, verrà usato per promuovere l'idea ecologica. Oltre al rapporto economico annuale, la EWS deve presentare ai suoi azionisti il resoconto di quanto ha fatto dal punto di vista ecologico.
La Elektrizitatswerke Schonau non produce ma distribuisce soltanto elettricità. In questo modo non è preoccupata di dover vendere più elettricità possibile. Essendo una semplice compagnia di distribuzione, è nella posizione di poter realizzare le linee guida sull’elettricità della EU che dettano una rigida separazione della produzione, trasmissione e distribuzione di elettricità.
La EWS vuole dare incentivi economici ai suoi utenti per investire in tecnologie proiettate nel futuro per il risparmio energetico: tariffe progressive e un più alto compenso per l'elettricità cogenerata immessa nella rete. La EWS e la Energy lnitiatives mirano a coprire il 40% della fornitura elettrica con elettricità prodotta localmente: questa è esattamente la percentuale corrente di energia nucleare fornita dalla KWR. Ciò che vogliono dimostrare è che è possibile produrre una grande quantità di elettricità necessaria in ogni città con il risparmio energetico, con le energie rinnovabili e specialmente con piccoli impianti di cogenerazione decentralizzati.

Un'ipotesi di piano energetico, preparato alcuni anni fa per la città di Schonau da una ditta di ingegneri, aveva indicato più di 100 siti adeguati dal punto di vista ecologico ed economico per impianti di cogenerazione. Diversi fattori favoriscono lo sviluppo di installazioni di cogenerazione in scala ridotta (microcogenerazione):

1.       Ogni volta che il riscaldamento è richiesto, l’energia elettrica arriva come un sottoprodotto (fattore fondamentale).

2.     Non c'è alcun bisogno di una costosa distribuzione di calore a livello distrettuale: nessun bisogno di collegamento (fattore di costo).

3.     Molti progetti sono avviati (fattore di mercato e di prezzo).

4.     Maggiore disponibilità: non tutti gli impianti di cogenerazione si bloccano contemporaneamente (fattore di capacità).

5.     La partecipazione dei cittadini è possibile ad un alto livello (fattore di responsabilità).

6.     Creazione di strutture flessibili e decentralizzate: una introduzione all’economia dell'energia solare (fattore di futuro).

 

Benché la tecnologia per abbinare la produzione di energia con il calore sia nota da più di 60 anni e sia tecnicamente matura, non è ancora sul mercato perché i servizi elettrici si rifiutano fermamente di pagare prezzi più alti per l'elettricità generata da cogeneratori rendendo le installazioni non economiche ed eliminando una concorrenza non voluta.
La EWS ha quasi raddoppiato il compenso per l'elettricità cogenerata immessa nella rete. Nell'ottobre del '97 la Energy Initiatives fondò la Kraft Warme Schonau GmbH che progetta, gestisce e finanzia gli impianti di cogenerazione. Nel dicembre '97 la Kraft Warme Schonau GmbH installò il suo primo impianto di cogenerazione in un edificio bifamiliare e nel gennaio '98 altri due in un grande condominio. Il progetto successivo sarà un hotel con piscina. Assieme all'installazione, nel 1998 a Schonau, di almeno 10 impianti di cogenerazione.
Una speciale tecnologia di controllo della rete è attualmente in fase di sviluppo affinché anche i piccoli impianti di cogenerazione possano essere portati in rete per soddisfare la richiesta di distribuzione di energia e non solo di riscaldamento.
Oltre ad una riserva supplementare, ciò permette di garantire la capacità di produzione quando è richiesta dalla rete e consente agli impianti di cogenerazione di far fronte ai picchi di carico.
Questo ha un
significato ecologico poiché i picchi di carico sono usati come giustificazione per costruire nuovi impianti energetici. Ha anche un significato economico, poiché l'operatore di rete può risparmiare i costi di una fornitura elettrica contingente e destinare questi risparmi agli utenti della cogenerazione nella forma di maggiori compensi per l'energia che loro forniscono alla rete.
Un altro mezzo per raggiungere il controllo del carico è attraverso la ridu
zione dei picchi di domanda. La EWS vuole entrare nei cosiddetti contratti di gestione del carico con aziende industriali e commerciali, la municipalità e soggetti privati. Nel caso di alte richieste nella rete di distribuzione energetica che minacciano di superare la capacità di fornitura, questi contratti permetterebbero alla EWS di tagliare temporaneamente la fornitura ad attrezzature ed installazioni specifiche. In cambio l'utenza elettrica riceverebbe un rimborso economico dalla EWS.

Un altro obiettivo è la crescita continua nella produzione di energia solare. Il compenso per l'energia solare immessa in rete è fissato per legge dal 1991 (Stromeinspeisegesetz), ma la EWS paga di più per promuovere questa tecnologia. Il contatore elettrico semplicemente torna indietro e i kilowattora usati sono compensati da quelli prodotti. Il resto è pagato secondo i regolamenti dello Stromeinspeisegesetz.
La Energy Initiatives realizza nel 1998 un altro grande progetto: installa un sistema solare da 50 kW sul tetto della chiesa protestante e della casa parrocchiale. Chiunque può comprare un'azione di questo grande impianto solare che dà un segno visibile della volontà dei cittadini e della chiesa di preservare l'ambiente per le generazioni future. Con questo nuovo impianto solare Schónau avrà 60 kW di energia solare e sarà una delle migliori città solari del mondo!

Il risparmio energetico è tuttora uno degli argomenti principali: con la sua prima bolletta la EWS ha dato a tutti gli utenti un opuscolo gratuito con consigli per il risparmio energetico. Ovviamente offre una consulenza individuale.
E’ prevista l’introduzione delle tariffe progressive prima possibile, ma prima di fare ciò la EWS deve avere i dati di almeno un anno completo di attività.

Due cose non sono cambiate dal momento in cui i cittadini hanno preso il controllo della fornitura elettrica: gli abitanti di Schonau non pagano più di quanto pagavano prima e i kilowattora escono dalla presa con la stessa qualità e ogni volta che lo si vuole!
I cittadini di Schonau sono convinti che la questione energetica sia la questione centrale del nostro futuro e sono convinti che i problemi correlati possono essere risolti solo quando l'impegno dei gruppi ambientalisti, dei politici locali, delle chiese e di tutti i cittadini produrrà una pressione più forte della pressione dei grandi fornitori di energia e delle lobbies.
Chiunque è chiamato a prendere parte a questo impegno, ad unirsi agli altri, a realizzare progetti e a fare pressione nell'interesse dei nostri figli e delle future generazioni. Niente crea questa pressione meglio dei progetti concreti.

A Schonau molte cose sono cambiate da Chernobyl: molte persone sono diventate più critiche e più consapevoli. Verificano le affermazioni degli esperti e formano le proprie opinioni. Sono diventate più sicuri e fiduciosi nelle proprie capacità.

Che Schonau realizzi la propria politica locale, non cambierà da solo il mondo. Ma se lo spirito di Schonau si diffonde, se la ricchezza della creatività e dell'iniziativa e dell'autodeterminazione che abbiamo accumulato nel corso di questi anni ispirerà altri, allora avremo lasciato un segno di speranza per il nostro futuro.

 

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