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L'illusione
del progresso |
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Modello
di sviluppo Occidentale Effetti
di un Consumismo Dissennato Spensieratezza
Dissipativa |
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Viviamo
un periodo dove ha valore solo il successo personale di ognuno, dove
l’unità di misura del successo sono i soldi, tutto ruota intorno ai
soldi e non all’uomo, e tutto in nome dello sviluppo.
Ciò significa che
in nome dello sviluppo si può tranquillamente rovinare anche la vita di
un uomo… o dell’umanità, perché non importa come, ma bisogna sempre
e comunque garantire la crescita economica di un paese.
Tutto questo è
controproducente se l’unico obiettivo sono solo e sempre i soldi. |
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Modello
di sviluppo occidentale |
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Le emissioni annue di CO2
ammontano a circa 6,3 miliardi di tonnellate
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1751:
inizia la Rivoluzione industriale e, con essa, l'utilizzo su larga scala
dei combustibili fossili. Da allora a oggi sono state aggiunte al bilancio
del carbonio in atmosfera più di 271 miliardi di tonnellate.

Attualmente,
le emissioni annue ammontano a circa 6,3 miliardi di tonnellate e sono
seconde, in termini di massa, solo ai flussi di acqua collegati alle
attività umane. L'analisi delle bolle d'aria presenti nei nuclei dei
ghiacci profondi della stazione di Vostok, in Antartide, ha evidenziato
che i livelli attuali di anidride carbonica non hanno precedenti negli
ultimi 420.000 anni; le analisi dei fossili di plancton suggeriscono che
tali valori siano i più alti degli ultimi 20 milioni di
anni.
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Il clima cambia il pianeta si
riscalda

La temperatura media del pianeta
potrà aumentare anche di 6°C entro la fine del secolo. 
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Il
clima cambia, il pianeta si riscalda: è ormai assodato. Non si tratta di
fluttuazioni casuali: tra i fattori determinanti ci sono le emissioni di gas
come l'anidride carbonica e il metano, cresciute drammaticamente nei secoli
delle rivoluzioni industriali.
Siamo di fronte ad una
crescita
incontrollata di consumi quindi di scarti, ma le dimensioni del pianeta
rimangono sempre le stesse come la stessa rimane la capacità di rigenerarsi
della natura, per questo si parla di capacità
di carico della terra e di zaino
ecologico.
Il
cambiamento è veloce, guidato dai tempi rapidi dell'economia, che
sottopongono a stress quelli lunghi dell'ecosistema planetario.
Nel
secolo in corso la temperatura media del pianeta crescerà quasi certamente
di almeno due gradi, ma potremmo anche arrivare a
sei, se consideriamo che
paesi come la Cina e l’India, che ormai da anni hanno una crescita
demografica esponenziale, entro breve tempo potranno raggiungere gli stessi
stili di vita dei paesi occidentali, provocando così un’impennata dei
consumi e quindi di inquinamento.
Il tutto in nome dello sviluppo (economico).
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Gli
effetti di un consumismo dissennato |
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Inquinamento
conseguenza della
produzione energivora

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Tutti
i principali problemi ambientali effetto
serra, buco nell'ozono, piogge
acide, deforestazione, estinzione di
specie animali e vegetali (biodiversità), inquinamento e molte malattie della specie umana dipendono dal modo
di produrre energivoro e dai nostri consumi.
Nel
corso della sua vita ogni
essere umano utilizza, in molti modi, numerosi materiali, dai metalli al
legno, dal cemento a terra e acqua. L'impatto della sua azione sulla
natura è fortissimo. Le materie prime, infatti, vengono trasformate,
utilizzate e, spessissimo, tornano agli ecosistemi dai quali provengono in
forme e composizioni diverse da quelle originarie, cioè sotto forma di
rifiuti inquinanti.
Un esempio che vale per tutti è quello del petrolio.
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Effetto
serra |
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L'uomo è il diretto responsabile
dello sconvolgimento del clima sul pianeta
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Negli
ultimi 250 anni (cioè da quando è iniziata la Rivoluzione
industriale), la
quantità di carbonio in atmosfera è aumentata di 271 miliardi di
tonnellate. Attualmente, le emissioni annue ammontano a circa 6,3 miliardi
di tonnellate e sono seconde, in termini di massa, solo ai flussi di acqua
collegati alle attività umane.
In appena 250 anni una sola specie,
quella umana, si è resa responsabile
del disequilibrio dell’atmosfera, dovuto all’uso sconsiderato e
crescente di combustibili fossili, petrolio, carbone e gas, impiegati per
produrre energia, nonché dai clorofluorocarburi (cfc),
prodotti chimici di sintesi che sono impiegati in numerosi prodotti di uso
comune e domestico come frigoriferi, condizionatori d'aria, solventi,
plastiche espanse e nelle bottigliette spray. Provocando di conseguenza
l'aumento della temperatura media della terra, cambiamenti climatici, siccità
da una parte e aumento del livello del mare, mettendo a rischio città come
Venezia e Amsterdam, causando lo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte
polari.
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Distruzione
fascia dell'ozono |
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L’emissione di gas
CFC, già
descritti sopra, e di altri composti alogenati hanno fortemente alterato e
rarefatto lo strato di ozono presente nella stratosfera.
La fascia
dell'ozono è una specie di scudo tra l'irradiazione del sole e la
terra.
Trattiene circa il 99% delle radiazioni ultravioletti e la sua riduzione
arreca danni alle colture, alla vegetazione provocando una potenziale
diminuzione della produttività delle piante come del fitoplancton marino,
elemento nutritivo essenziale per i pesci, e alla salute umana con un
aumento dei tumori della pelle e delle malattie agli occhi.
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Piogge
acide |
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Sono
provocate da anidride solforosa e altri gas prodotti dalla combustione di
carbone e petrolio, questi ricadono a terra con la pioggia sotto forma di
acidi, con effetti nocivi sulla salute, sui monumenti e sull'ambiente. Anche
le emissioni di biossido di azoto emesse dai veicoli a motore provocano
piogge acide.
La
disponibilità di acqua di qualità sarà sempre più un grave problema per
il nostro futuro.
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Siccità |
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Il deserto avanza...


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Le
falde idriche sono in preoccupante calo in molte regioni del globo, comprese
alcune delle maggiori zone di produzione alimentare come il Punjab
indiano, le grandi pianure degli Stati
Uniti, la Cina settentrionale, l’Europa
meridionale, il Medio Oriente e l’Africa settentrionale.
Gran
parte dei fiumi più grandi sono stati completamente sfruttati.
L’inquinamento ha reso inutilizzabili vaste riserve idriche.
Le potenzialità di incrementare le superfici irrigue sono molto scarse e le
forniture di acqua potabile sono in crisi in molte aree del mondo.
Questo significa che ci attendono le “guerre dell’acqua”?
Quel che è certo è che la risorsa fondamentale del pianeta presenta
giganteschi problemi per l’immediato futuro. Problemi di qualità oltre
che di disponibilità
(la sprechiamo in maniera assolutamente irrazionale e facciamo pochissimo
per risparmiarla),
problemi economici: avere acqua è sempre più difficile per i poveri del
mondo.
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Acqua |
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il grande spreco...

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La
quantità di acqua potabile pro-capite scenderà del 73% circa nel 2050
rispetto al 1950.
Oggi il 70% dell’acqua dolce utilizzabile finisce all’agricoltura, il
20% all’industria e il 10% per uso residenziale.
L’obiettivo
è un accordo tra i Paesi del mondo, per mettere in atto un
intervento
internazionale che faccia dell’acqua una delle grandi emergenze planetarie
del futuro. E cercare di ottimizzare al massimo tutti i suoi usi.
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Distruzione
delle foreste |
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distruzione delle foreste
Europa,
Giappone e Nord America, con un 19% della popolazione globale, consuma il
63% della produzione di carta e circa la metà della produzione industriale
di legno.

carta al macero
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La
distruzione delle riserve forestali e boschive per far posto agli
allevamenti bovini, centrali elettriche o per insediamenti operativi,
elimina una delle più importanti riserve utili ad abbassare i livelli di
anidride carbonica nell'aria.
Da
sempre la perdita delle foreste è andata di pari passo con la crescita
della popolazione, ma si è trattato, globalmente, di un procedere
lento.
Nell’arco dell’ultimo secolo si è però verificata una crescita del 75%
della popolazione, con una parallela e analoga perdita di area globale
forestale. Nel 1995 gli ettari di foresta pro-capite disponibili a livello
mondiale erano 0,59, nel 2050 si prevede che saranno 0,37.
Gli
scienziati ritengono che non sia più del 10% la superficie degli ecosistemi
terrestri ancora in condizioni di naturalità. Lo straordinario ambiente
delle foreste tropicali viene distrutto ad un ritmo calcolato sui 170.000
chilometri quadrati l’anno, mentre le foreste temperate e boreali
subiscono un continuo degrado a causa dello sfruttamento eccessivo.
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Biodiversità |
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La distruzione delle foreste implica anche l'estinzione di alcune specie
animali e l'erosione del suolo. Le foreste sono considerate la “casa” di
oltre il 50% delle specie di piante e di animali, ma sono sempre più
oggetto di deforestazione, di incendi e di conversione a pascolo.
La
ricchezza della vita sulla Terra, la cosiddetta biodiversità, è
quantificabile in più di un milione e mezzo di specie descritte tra animali,
piante, funghi, microrganismi.
Gli studiosi, però, hanno motivi di credere che ne esistano molte di più:
alcune stime parlano di un numero che va dai 10 ai 30 milioni.
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Spensieratezza
dissipativa |
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Il cittadino ha perso il ruolo di persona.
Per
pubblicitari ed economisti esiste solo il "consumatore".

Le
piazze lasciano il passo ai centri commerciali divenuti ormai veri e
propri punti di incontro tra giovani e svago domenicale per le famiglie

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Il
"piacere di consumare" di avere sempre cose nuove e diverse, la
corsa frenetica e il vivere alla giornata ci fanno avere sempre più cose
che non ci servono, ma in parte riescono a placare la grande sete di
senso.
Tutto è indirizzato al consumo e il cittadino ha perso il suo ruolo di
persona in una società, per acquisire la funzione di consumatore cosciente
o indotto da una comunicazione pubblicitaria sempre più subliminale ed
occulta.
Stiamo vivendo una stagione di
schizofrenia in cui la spinta all'acquistare si scontra con le informazioni
sui pericoli nascosti che si intravedono dietro ai beni: mucca pazza,
pollo
agli antibiotici, pesce alla diossina, benzene, afta epizootica, plastiche
cancerogene, acque inquinate e… potremmo andare avanti all'infinito.
Le
conseguenze di tali informazioni, non riescono ancora a spingere da sole i
cittadini ad una presa di coscienza che sia da stimolo ad una nuova economia
di sviluppo. La conseguenza invece, è ancor più una fuga maggiormente
marcata nell'individualismo e in un rifugio a pratiche spiritualistiche,
alla NewAge, che danno solamente una apparente "spensieratezza
dissipativa".
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Dobbiamo
dare ai nostri figli la possibilità di rapporti personali

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Dovremmo chiederci se questa è
davvero l’era del benessere, se questo è vero benessere.
Che mondo lasciamo ai nostri
figli?
Con quali aspettative?
Di
fatto, non siamo stati capaci di conservare per i nostri figli l’immenso
capitale naturale, culturale e storico che abbiamo ricevuto in gestione , la
biodiversità appunto, intesa non solo come diversità di specie animali e
vegetali ma anche come diversità storico culturale e linguistica dei
popoli.
La
crescita continua in un mondo come il nostro dove tutto ha fine, non è
ovviamente possibile. Eppure la cultura che stiamo trasmettendo ai nostri
figli è proprio la cultura del consumismo dissennato, la cultura del tutto
e subito, la cultura dell’uniformità dei popoli.
Dobbiamo
dare ai nostri figli la possibilità di rapporti personali, di poter
realizzare qualche cosa di bello e di utile, di poter contemplare
un paesaggio, gustare un sapore, respirare a pieni polmoni.
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L'uomo
è parte della natura, non fuori o sopra di essa, per cui l'ambiente non
può essere configurato come una relazione esteriore di dominio, essendo
un valore interiorizzato dalla personalità umana: il diritto all'ambiente
impegna al più alto livello la dignità e la responsabilità personale.
Amedeo
Postiglione
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Inquinanti immessi nell'ambiente
dall'attività industriale.
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Eppure il modello di sviluppo attualmente dominante, con i suoi
presupposti culturali, si fonda su di un uomo che è fuori e al di sopra
della natura, al punto di non saperne più interpretare i messaggi e
leggere i segnali di allarme, se non in maniera molto tardiva e parziale.
E tale distacco si è andato talmente accentuando, che oggi è veramente
difficile incontrare qualcuno che sappia interpretare correttamente le
conseguenze ambientali anche dei più semplici comportamenti che
quotidianamente ripetiamo quasi meccanicamente. E' già difficile persino
trovare qualcuno che sappia che cosa sta mangiando, da dove proviene, che
cosa contiene, come è stato coltivato, preparato e confezionato il cibo
che ha nel piatto, e che conseguenze può avere tutto ciò sulla sua
salute; un uomo siffatto, soltanto un secolo fa sarebbe stato considerato
uno sciocco. |
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L'uomo ormai ha perso il senso di
responsabilità e dignità personale
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Come
possiamo allora sperare che un tale uomo comprenda le conseguenze
ambientali di un giro in automobile, di una spruzzata di un deodorante
spray, di una batteria esaurita gettata nella spazzatura, del riempirsi la
vita di sacchetti e contenitori di plastica, e di migliaia di altri
oggetti per lo più inutili, che capisca la differenza energetica ed
ambientale tra l'acquisto della stessa bibita in una bottiglia di vetro,
in una di plastica o in una di alluminio? I problemi che ha saputo creare
sono talmente tanti che l'uomo non ha perso solo la testa, ma anche quel
senso di responsabilità e dignità personale richiamati nella frase di
Amedeo Postiglione, citata prima. |
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Abbandoniamo il delirio
di onnipotenza,
siamo esseri che abbiamo dei limiti
Ogni volta che consumiamo irrimediabilmente una quota
di natura si tratta di una quota sottratta ai nostri figli


L'Eolico è un esempio di uso intelligente
di tecnologia, una tecnologia peraltro tramandataci dall'uso dei mulini a
vento
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Dobbiamo
essere coscienti del fatto che a tutto c’è un limite, abbandoniamo il
delirio di onnipotenza che è nell’individualismo esasperato e
riconosciamoci per quello che siamo, esseri limitati.
Dobbiamo
prendere coscienza che ogni volta che consumiamo, e ogni volta che
inquiniamo, dobbiamo pensare che stiamo avvelenando il futuro dei nostri
figli.
Stiamo
dando loro la grande illusione che potranno avere il mondo in mano e invece
non ci sarà più il mondo. Il rischio è proprio questo, che le aspettative
restino disattese.
La
grande scommessa per essere capaci di futuro passa
attraverso uno stile di
vita sobrio, utilizzando le conoscenze e le tecnologie
oramai acquisite,
utilizzando quindi l’intelligenza (il
cervello) e pensando a chi verrà
dopo di noi attuando quindi scelte eticamente giuste (il
cuore).
Non utopia ma l’unico modo umano e naturale di vivere, senza false
illusione o assurde prospettive, cercando, come diceva E. F. Schumacher:
di
“vivere semplicemente, per permettere semplicemente agli altri di
vivere”.
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